L’uomo perfetto: il 18 aprile arriva finalmente in scena

Ci sono spettacoli che nascono in silenzio e poi, a poco a poco, cominciano a chiedere spazio. Prima restano sulla pagina, poi entrano in prova, cambiano voce, cambiano ritmo, si lasciano attraversare dagli attori, dagli sguardi, dagli imprevisti. A un certo punto smettono di essere solo scrittura e diventano qualcosa che vuole accadere davvero, davanti a qualcuno.
L’uomo perfetto è arrivato a quel punto.
Sabato 18 aprile 2026 alle ore 21, al Teatro Dialma della Spezia, andrà in scena questa nuova commedia teatrale, in una serata che per me ha un valore particolare: non solo perché segna il debutto dello spettacolo, ma perché il ricavato sarà devoluto all’associazione Buon Mercato, realtà da anni impegnata sul territorio nel sostegno alle persone in difficoltà.
È una data che sento come si sentono le cose attese a lungo. Non perché tutto sia finalmente perfetto, ma perché il teatro, per fortuna, non lo è mai. Arriva vivo, mobile, a volte perfino più intelligente di chi lo ha scritto.
Una commedia teatrale che gioca con un’idea impossibile
L’uomo perfetto, come commedia teatrale, parte da una domanda che ha dentro qualcosa di buffo e qualcosa di pericolosamente vero: cosa succede se quattro donne decidono di evocare l’uomo ideale?
La risposta, naturalmente, non è lineare.
Da quell’idea si apre una scena piena di ironia, paradosso, desiderio, equivoci e scarti continui. Ogni tentativo di mettere ordine produce altro disordine. Ogni aspettativa si incrina. Ogni immagine dell’uomo perfetto rivela più di chi la immagina che di chi viene evocato.
E forse è proprio qui che la commedia trova il suo centro più vivo: non nella ricerca di una perfezione astratta, ma nel modo in cui le nostre fantasie si scontrano con la realtà, con i corpi, con i caratteri, con i limiti, con la parte più imprevedibile delle relazioni.
Si ride, certo. Ma non di una risata vuota. Si ride perché qualcosa ci somiglia. Perché anche dentro il gioco teatrale resta sempre una traccia molto umana, e quindi molto vera.
Dal testo alla scena: quello che succede in prova
C’è una fase, nel lavoro teatrale, che amo in modo particolare. È quella in cui il testo smette di obbedire solo a chi lo ha scritto e comincia a respirare insieme agli altri.
Le prove sono questo. Un luogo in cui le battute cambiano peso, i silenzi acquistano senso, i personaggi si rivelano meglio di quanto si fossero lasciati capire sulla pagina. È anche il luogo in cui il teatro ti ricorda che non si può controllare tutto. E meno male.
L’uomo perfetto ha vissuto proprio questo percorso. È cresciuto in sala, ha trovato nuove sonorità, nuove sorprese, nuove sfumature. La regia non è arrivata dopo, come una cornice esterna, ma ha accompagnato tutto il processo come il naturale proseguimento della scrittura.
Per questo il debutto del 18 aprile non è semplicemente “la prima”. È il momento in cui un lavoro lungo, mobile, a tratti perfino indocile, incontra finalmente il pubblico.
Un cast che porta in scena ritmo, contrasti e gioco
A dare corpo a questo universo di caratteri, ironie e collisioni emotive è un cast che lavora proprio sulla coralità e sulle differenze.
Fiorella Cavallini interpreta Idea Socialista, Rosanna Ianni è Amelia, Nina Maggi è Pina, Marisa Leona Musetti interpreta Franca, Massimo Giorda veste i panni di Eros nelle sue tre versioni, Antonella Rebisso è Beatrice, mentre Lorenzo Sansica interpreta il “desiderabile”, presenza che aggiunge un ulteriore scarto ironico alla messinscena.
Sono personaggi che si urtano, si inseguono, si mettono in discussione e, nel farlo, costruiscono il vero movimento della commedia. Perché qui non conta soltanto quello che accade. Conta soprattutto il modo in cui ciascuno guarda l’altro, lo interpreta, lo desidera, lo sbaglia.
Una serata che unisce teatro e solidarietà
Questa è anche una serata di beneficenza, e non è un dettaglio secondario.
Il ricavato sarà devoluto a Buon Mercato, associazione che opera attivamente nel recupero e nella distribuzione di prodotti alimentari e altri beni a favore delle persone in difficoltà, e che dal 2018 è capofila anche del progetto di Ambulatorio Mobile dedicato alle situazioni di fragilità sociale.
C’è qualcosa di molto giusto in questo incontro tra teatro e attenzione concreta verso gli altri. La scena resta scena, con tutta la sua leggerezza, il suo ritmo, la sua libertà. Ma intanto si lega a un gesto utile, radicato, reale. E questa, per me, è una delle forme più belle in cui la cultura può abitare una città: non come ornamento, ma come presenza viva.
Perché esserci
Perché L’uomo perfetto non nasce per rassicurare.
Nasce per giocare con gli stereotipi, per farli saltare, per prendere una fantasia molto riconoscibile e portarla fino alle sue conseguenze più teatrali. Nasce per ridere di quello che cerchiamo negli altri, di quello che ci raccontiamo, di tutto ciò che proiettiamo quando crediamo di desiderare qualcosa di assoluto.
E poi, più semplicemente, perché il teatro ha un valore che nessuna sintesi potrà mai restituire davvero: succede lì, in quel momento, e non si ripete mai nello stesso modo.
Appuntamento
L’uomo perfetto
Sabato 18 aprile 2026
Ore 21
Teatro Dialma, La Spezia
Una commedia teatrale, una serata speciale, un debutto che tiene insieme ironia, scena e solidarietà.