Due nuove commedie verso il palco: “La donna perfetta” e “Funerale in blues”

“La donna perfetta” andrà in scena il 27 febbraio 2027 al Dialma Ruggiero della Spezia, con due rappresentazioni alle 18 e alle 21. Nel corso dello stesso anno arriverà anche “Funerale in blues”, per il quale la data è ancora in via di definizione. Due lavori appena conclusi, nati in momenti diversi e uniti dal gusto per i personaggi imprevedibili, le situazioni che sfuggono di mano e le verità che riescono a passare attraverso una risata.
Ci sono testi che, una volta terminati, restano docili sulla scrivania. Altri cominciano subito a fare rumore. I personaggi parlano, discutono, reclamano un corpo e una voce. “La donna perfetta” e “Funerale in blues” appartengono decisamente alla seconda categoria.
Ho concluso la scrittura di entrambe le commedie e ora si apre quella fase sospesa in cui la pagina guarda già verso il palcoscenico. Il testo esiste, la storia ha trovato il proprio ritmo, ma il teatro deve ancora compiere la sua trasformazione: quella che passa attraverso gli attori, le prove, la musica, i silenzi e la presenza del pubblico.
“La donna perfetta” al Dialma Ruggiero il 27 febbraio 2027
La prima data è già fissata. Sabato 27 febbraio 2027 “La donna perfetta” sarà rappresentata al Dialma Ruggiero della Spezia in due orari, alle 18 e alle 21.
La commedia riprende, da una prospettiva capovolta, il gioco teatrale iniziato con “L’uomo perfetto”. Questa volta sono alcuni uomini a cimentarsi con un desiderio tanto comune quanto rischioso: immaginare la donna ideale e stabilire quali caratteristiche dovrebbe possedere.
Al centro della scena ci sono quattro amici e coinquilini, molto diversi tra loro e perfettamente capaci di punzecchiarsi. Condividono ricordi, abitudini, qualche vecchio conto e una certa inclinazione a cacciarsi nei guai. Quando decidono di affidare a un procedimento alchemico la ricerca della donna perfetta, le parole acquistano un peso imprevisto.
L’athanor torna così al centro della scena, insieme ad Amelia e alla sua magia poco incline alle interpretazioni elastiche. Esprimere bene un desiderio, del resto, è più difficile di quanto sembri. Quando ciascuno aggiunge la propria idea di bellezza, carattere, spiritualità e femminilità, il risultato rischia di rispondere alle richieste con una precisione persino eccessiva.
La casa si popola, gli equivoci aumentano e la realtà quotidiana continua a bussare alla porta proprio nei momenti meno opportuni. Tra telefonate, apparizioni e rapporti familiari tutt’altro che pacificati, la ricerca della perfezione diventa il pretesto per raccontare aspettative, stereotipi e contraddizioni.
Dopo avere affidato a quattro donne il compito di creare “L’uomo perfetto”, mi divertiva cambiare il punto di osservazione. Volevo riprendere quella scintilla senza scrivere una copia al contrario. I protagonisti di questa nuova commedia portano con sé un mondo diverso, più disordinato, esplicito e affollato. Sono convinti di sapere bene cosa cercano. L’athanor, come sempre, ascolta tutto.
Sul resto è meglio tacere. La magia riesce bene quando conserva qualche segreto.
“Funerale in blues”, musica e confessioni fuori programma
Nel 2027 arriverà sul palco anche “Funerale in blues”, una commedia in due atti la cui data di rappresentazione sarà annunciata appena definita.
Il titolo chiarisce il luogo emotivo della storia, ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze. Qui il funerale segue regole proprie e il blues entra nella vicenda con la libertà di chi non ha mai avuto un buon rapporto con le cerimonie composte.
Tutto prende avvio in una sala prove, tra musicisti, strumenti e una notizia che cambia il programma della giornata. Al centro dei discorsi c’è Donny, bluesman irregolare, amato, sopportato e raccontato in modi molto differenti dalle persone che lo hanno conosciuto.
Una sua volontà riunisce familiari, amici e compagni di musica. Da quel momento, il ricordo comincia a mostrare parecchie crepe. Ognuno possiede una versione di Donny e sembra deciso a difenderla, anche quando le testimonianze degli altri prendono direzioni poco compatibili.
Le parole pronunciate nelle occasioni ufficiali dovrebbero essere misurate. In “Funerale in blues” durano poco. Affiorano vecchie insofferenze, legami inattesi, devozioni mai dichiarate e particolari che forse sarebbe stato più prudente lasciare fuori dalla cerimonia. Il defunto, nel frattempo, continua idealmente a dirigere la scena attraverso la musica e ciò che ha lasciato scritto.
Il blues non interviene come semplice accompagnamento. Commenta i personaggi, smonta la retorica, protegge ciò che è autentico e trasforma la commemorazione in un concerto teatrale. A volte una chitarra comprende la situazione prima di chi sta parlando.
Scrivendo questa commedia volevo che la musica avesse una vera funzione drammaturgica. Donny prende forma attraverso ricordi contraddittori, mezze verità e confessioni che raccontano anche chi le pronuncia. Più gli altri cercano di definirlo, più il suo profilo diventa sfuggente.
Chi fosse davvero, cosa abbia combinato e fino a che punto abbia previsto ciò che accade è materia da lasciare al pubblico. Posso anticipare soltanto che, quando molte persone si riuniscono per ricordare lo stesso uomo, raramente stanno parlando della stessa persona.
“La donna perfetta” e “Funerale in blues” hanno ambientazioni e ritmi differenti. La prima gioca con il desiderio di progettare qualcuno secondo le proprie aspettative. La seconda osserva il tentativo di ricostruire una persona attraverso ciò che gli altri ricordano, rimpiangono o preferirebbero dimenticare.
Entrambe nascono dal mio interesse per il momento in cui una situazione apparentemente governabile comincia a inclinarsi. I personaggi perdono le certezze, le parole rivelano conseguenze impreviste e ciò che sembrava chiaro cambia forma davanti agli occhi del pubblico.
È in quello spazio che amo cercare la commedia. Si ride dei personaggi e, qualche volta, ci si accorge di essere seduti accanto a loro.
I due copioni sono conclusi. “La donna perfetta” ha già il suo appuntamento con il pubblico, il 27 febbraio 2027 al Dialma Ruggiero, alle 18 e alle 21. Per conoscere la data di “Funerale in blues” bisognerà attendere ancora un poco.
Anche i bluesman, ogni tanto, amano farsi aspettare.