Era tardi – Il mio monologo teatrale

Ci sono testi che non nascono soltanto per essere letti, ma per essere vissuti. Era tardi è uno di questi: il mio monologo teatrale che prende vita tra le pieghe della notte, nel silenzio carico di attesa di una milonga ormai vuota. Ho voluto raccontare un momento sospeso, un istante in cui il desiderio si intreccia al destino, in cui il corpo diventa linguaggio e la danza metafora di vita e trasformazione.
La mia milonga interiore
Vedo ancora il fumo stagnante, il vecchio divano di velluto verde veleno, il respiro stanco di chi dorme accanto. Io, invece, ero sveglia, inquieta, pronta senza sapere a cosa. È in quel vuoto che ho immaginato un incontro capace di cambiare tutto: una figura immensa, sicura, inevitabile. In quel gesto – una mano tesa, uno sguardo che non chiede ma decide – c’è tutto il senso di questo testo.
Il tango che aleggia nella scena non è soltanto danza, ma rito, forza che conduce e rivela. Con lui ho scoperto una me diversa, sconosciuta, che viveva già dentro di me ma che non avevo ancora osato guardare.
Era tardi è il mio monologo teatrale, nato per dare voce a un incontro che segna e trasforma. Ambientato in una milonga sospesa tra fumo e silenzi, racconta il desiderio, la paura e l’abbandono attraverso immagini forti e simboliche. La scrittura è indipendente, intima, visionaria: ogni parola diventa danza, ogni gesto una rivelazione. Questo testo non è solo teatro, è anche letteratura che scava dentro chi legge e chi ascolta. Un invito a lasciarsi condurre, a riconoscersi in emozioni universali.
Scrivere per svelare
Era tardi nasce dal bisogno di dare voce a emozioni che appartengono a tutti: il desiderio di essere visti, scelti, accolti. Ho voluto che le immagini fossero forti, che la scrittura fosse indipendente, libera, visionaria. Non cerco cornici perfette: cerco verità che lasciano tracce.
Perché condivido questo monologo
Scrivere per me è un atto di rivelazione. Era tardi non è solo un testo teatrale, è anche una confessione intima, un viaggio che consegno al lettore e allo spettatore perché diventi anche suo. Se ami i monologhi contemporanei, la scrittura teatrale che osa, forse in queste parole troverai un frammento di te.
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